Prestito vitalizio ipotecario
Il prestito vitalizio ipotecario è entrato nel mercato italiano solo recentemente (nel 2006) e non era disponibile prima di allora.
E’ un finanziamento che viene concesso a persone che superano i 65 anni di età e che sono proprietari di un immobile che è libero da ipoteche. Il richiedente può quindi ottenere un mutuo proporzionale al valore dell’ abitazione e all’età, fino ad ottenere un massimo del 50 % del valore periziato. Quanto più è alto il valore dell’immobile e avanzata l’età, tanto più alto sarà l’importo che potrà essere richiesto.
Il prestito vitalizio, pur essendo molto vantaggioso, presenta diversi costi che devono essere considerati. Primo tra tutti il tasso di interesse, che viene calcolato annualmente in via posticipata. Ci sono poi dei costi aggiuntivi tra cui le spese per il notaio, spese di imposte, gestione e istruttoria e il costo dell’assicurazione, che va stipulata obbligatoriamente.
A diversi operatori corrispondono diverse condizioni di applicabilità del prestito, anche se i requisiti principali indispensabili per ottenere questo tipo di mutuo sono:
Una volta ottenuto questo mutuo il richiedente non dovrà ripagare nulla, nemmeno gli interessi che maturano, e non vi è una scadenza predeterminata per restituire la somma come nel caso dei mutui. Essendo vitalizio una volta morto il richiedente sarà dovere degli eredi ripagare il debito. Gli eredi, infatti, potranno scegliere se:
Il prestito ipotecario vitalizio è molto utile per chi necessita di liquidità immediata, anche per cifre abbastanza consistenti, ma non ha una situazione finanziaria che gli permetta di ripagare le rate del prestito a breve. Solitamente questo è il caso dei pensionati, che vivono in una casa di loro proprietà, ma che si trovano a dover arrivare a fine mese con la sola pensione ed hanno bisogno di liquidità per spese mediche o spese improvvise, tra cui dover aiutare un famigliare in difficoltà, dover rimborsare prestiti presi in precedenza o dover affrontare delle spese di ristrutturazione.
E’ bene poi ricordare che il finanziamento vitalizio non graverà sugli eredi. Infatti, nel caso in cui la vendita dell’immobile non generi una cifra abbastanza grossa da coprire l’ importo del prestito, la banca non chiederà agli eredi di saldare il debito. C‘è anche la possibilità che il richiedente venda l’immobile mentre è ancora in vita, in tal caso dovrà ripagare il debito e la penale.
Questo tipo di prestito ipotecario, sebbene possa risultare estremamente vantaggioso, è pur sempre un finanziamento a lungo termine che può portare ad implicazioni finanziarie nel futuro e soprattutto potrebbe gravare su eredi che si troveranno a dover rimborsare il credito e quasi sicuramente costretti a vendere l’immobile.
E’ un finanziamento che viene concesso a persone che superano i 65 anni di età e che sono proprietari di un immobile che è libero da ipoteche. Il richiedente può quindi ottenere un mutuo proporzionale al valore dell’ abitazione e all’età, fino ad ottenere un massimo del 50 % del valore periziato. Quanto più è alto il valore dell’immobile e avanzata l’età, tanto più alto sarà l’importo che potrà essere richiesto.
Il prestito vitalizio, pur essendo molto vantaggioso, presenta diversi costi che devono essere considerati. Primo tra tutti il tasso di interesse, che viene calcolato annualmente in via posticipata. Ci sono poi dei costi aggiuntivi tra cui le spese per il notaio, spese di imposte, gestione e istruttoria e il costo dell’assicurazione, che va stipulata obbligatoriamente.
A diversi operatori corrispondono diverse condizioni di applicabilità del prestito, anche se i requisiti principali indispensabili per ottenere questo tipo di mutuo sono:
- età superiore ai 65 anni;
- residenza del richiedente nell’immobile di proprietà che intende ipotecare;
- assenza di altre ipoteche o eventuali pignoramenti sull’immobile interessato.
Una volta ottenuto questo mutuo il richiedente non dovrà ripagare nulla, nemmeno gli interessi che maturano, e non vi è una scadenza predeterminata per restituire la somma come nel caso dei mutui. Essendo vitalizio una volta morto il richiedente sarà dovere degli eredi ripagare il debito. Gli eredi, infatti, potranno scegliere se:
- ripagare interamente il debito, mantenendo così la proprietà dell’immobile;
- vendere direttamente l’immobile e saldare il debito, tenendo la somma di denaro in eccesso;
- far vendere l’ immobile alla banca, che verserà la somma in esubero agli eredi.
Il prestito ipotecario vitalizio è molto utile per chi necessita di liquidità immediata, anche per cifre abbastanza consistenti, ma non ha una situazione finanziaria che gli permetta di ripagare le rate del prestito a breve. Solitamente questo è il caso dei pensionati, che vivono in una casa di loro proprietà, ma che si trovano a dover arrivare a fine mese con la sola pensione ed hanno bisogno di liquidità per spese mediche o spese improvvise, tra cui dover aiutare un famigliare in difficoltà, dover rimborsare prestiti presi in precedenza o dover affrontare delle spese di ristrutturazione.
E’ bene poi ricordare che il finanziamento vitalizio non graverà sugli eredi. Infatti, nel caso in cui la vendita dell’immobile non generi una cifra abbastanza grossa da coprire l’ importo del prestito, la banca non chiederà agli eredi di saldare il debito. C‘è anche la possibilità che il richiedente venda l’immobile mentre è ancora in vita, in tal caso dovrà ripagare il debito e la penale.
Questo tipo di prestito ipotecario, sebbene possa risultare estremamente vantaggioso, è pur sempre un finanziamento a lungo termine che può portare ad implicazioni finanziarie nel futuro e soprattutto potrebbe gravare su eredi che si troveranno a dover rimborsare il credito e quasi sicuramente costretti a vendere l’immobile.